Nei panni di Gaza
Happening a la casa sul pozzo
venerdì 09 gennaio 2009 ore 18/19,30

Metterci nei panni dei cittadini della striscia di Gaza, muoverci dai nostri luoghi per generare pensieri e gesti alternativi alla guerra, interiorizzare sguardi progettuali per il futuro, intercedere perché sia ridotto il male è l’obiettivo di questo evento/happening (musiche, testi e gesti) che sarà vissuto a la casa sul pozzo domani 09 gennaio dalle ore 18 alle 19,30.

La Comunità di via gaggio con il progetto Crossing invitano tutti a condividere questo momento.

L'ispessirsi dell'operazione "piombo fuso" sulla striscia di Gaza assorbe pensieri, emozioni e inquietudini. Nell'esperienza di crossing ci interroghiamo come vivere questo evento drammatico con gli adolescenti, molti dei quali segnati da distacchi, paure, incertezze per il futuro.
Chiediamoci come da adulti commentiamo con i figli, con i giovani a scuola, nelle chiese, nelle attività varie queste azioni.
Riproponiamo la domanda vitale che il Cardinale Martini aveva posto anni fa: la sfida più urgente della nostra civiltà è imparare a convivere come diversi condividendo lo stesso territorio geografico e sociale, imparare a convivere senza distruggerci, senza ghettizzarci, senza disprezzarci, o guardarci in cagnesco e neanche senza solo tollerarci. Dobbiamo fare di più: vivificandoci e fermentandoci a vicenda, così che ognuno sia aiutato a rispondere di fronte a Dio della propria chiamata; sia musulmano, sia hindù, sia cristiano. Rispondere di fronte a Dio alla propria chiamata. Questo è molto difficile; forse è il problema principale della società di oggi e di domani.

A la casa sul pozzo tentiamo ogni giorno di imparare a vivere questa scommessa condividendo ore e impegni con oltre 50 adolescenti di molti Paesi.
Il giorno dell’Epifania abbiamo segnato a lutto la stella e rilanciato il comunicato stampa di Pax Christi Italia.
Sabato 10 saremo alla marcia della pace in piazza Garibaldi alle 15.

Oltre 100 bambini tra le vittime. Save the Children: La crisi continua ad avere un devastante impatto sui minori e le loro famiglie, gran parte delle quali ha dovuto abbandonare le abitazioni senza poter contare su rifugi o luoghi sicuri. (fonte Redattore sociale)
Domani, dalle 18 alle 19,30, vogliamo vivere nell’ happening un gesto simbolico collettivo per realizzare il quale invitiamo a portare con se un indumento da bambino: scarpette, vestitini, oggetti che ci parlino della nostra infanzia e di quella che a Gaza si spegne, per ricordarci che dietro alle cifre dei bollettini di guerra, ci sono visi, piccole mani, affetti, progetti di vita, parole e sogni, le stesse cose che tessono le nostre vite. Un piccolo gesto per creare un’opera collettiva che ci permetta di rivendicare (esprimere, affermare) insieme l’appartenenza a quella stessa umanità che a Gaza e in molte altre parti del mondo, viene negata, distrutta, violentata.

8 gennaio 2009

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